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Giu
11
Carla T. Fit. + pesistica
Musica e fitness
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Musica e fitness;  Correre, sollevare pesi, pedalare può essere decisamente più gratificante (ed efficace) se accompagnato dalla giusta colonna sonora. È infatti scientificamente provato che la musica sia in grado di darci quel ritmo utile a migliorare le nostre prestazioni sportive.

Musica e fitness

Il Dottor Costas Karageorghis – Deputy Head (Research) of the School of Sport and Education alla Brunel University di Londra e Reader in Sport Psychology³- speiga che «quando i movimenti sono sincronizzati al battito della musica, l’intensità dell’esercizio aumenta.  Questo intensifica l’allenamento con una differenza nello sforzo quasi impercettibile. Una playlist motivazionale può, inoltre, aiutare a mascherare i sintomi della fatica legata all’esercizio come, per esempio, la mancanza di fiato e il battito cardiaco accelerato, in modo che vengano interpretati in maniera positiva».

 

Joey Gonzalez, trainer delle celebrities, Partner & COO di Barry’s Bootcamp, aggiunge che «durante un allenamento “Barry” – composto da un mix di un’ora di esercizi di forza intervallati da cardio su tapis roulant – cerchiamo di sincronizzare i nostri esercizi e le nostre corse al ritmo della musica. Per esempio coordinare il tempo degli sprint sul tappeto con il ritornello di un brano particolarmente coinvolgente, riprodurre una canzone più lenta con i bassi per la camminata in pendenza o, ancora, pezzi con un ritmo battente e costante per corse lunghe di resistenza fa parte della nostra strategia».

Tratto da : http://www.style.it/benessere/fitness/2014/02/03/fitness-la-musica-perfetta-per-correre-e-allenarsi.aspx

 

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Giu
9
Carla T. Fit. + pesistica
Qual è Il giusto abbigliamento in palestra?
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Qual è Il giusto abbigliamento in palestra?? Una semplice domanda che pochi pongono al proprio istruttore. Facciamo chiarezza. La domanda che spesso ci si pone, soprattutto il primo giorno di palestra, è “quale abbigliamento scegliere affinché possiamo praticare la nostra disciplina preferita senza problemi?”; a differenza di quanto si possa credere, non è un quesito partorito prettamente dalla mente di un neofita di sesso femminile, ma anche molti uomini si pongono il dubbio su quale siano i requisiti di scelta dell’abbigliamento in palestra.

Qual è Il giusto abbigliamento in palestra?

Qual è Il giusto abbigliamento in palestra?

Ebbene, ecco alcune linee guida secondo le quali orientarvi. Molti, giovani soprattutto, credono che dagli indumenti debba trasparire, per prima cosa, uno stile, ovvero rendono primario l’aspetto estetico, basta cioè essere alla moda e il gioco è fatto…

Niente di più sbagliato! Il primo requisito che andremo a ricercare in un capo per palestra è lacomodità; si può essere trendy al 100%, ma se non ci sentiamo liberi e il tessuto non è adatto ai vari range di movimento che compiamo, direi che non abbiamo fatto la scelta giusta. Capiamo quindi che il vestiario sportivo non deve essere scelto in base alla tendenza commerciale, ma alla comodità; privilegiamo poi il tessuto in cotone, l’unica fibra naturale con cui possiamo star tranquilli perché garantisce freschezza e traspirazione e non aggredisce la cute.

Infatti, a prescindere dalla nostra attività (se ad alta o bassa sudorazione), opteremo per un vestiario che non blocchi la traspirazione, evitando così incresciosi effetti: dermatiti, eczemi, reazioni allergiche, bruciori, arrossamenti cutanei, che se trascurati sfociano in micosi, infezione abbastanza resistente.

Se proprio non possiamo rinunciare al sintetico, possiamo accettare un abbigliamento fatto digoretex, una fibra, seppur sintetica, favorente la traspirazione del sudore.

Ora che vi ho accennato il concetto di tessuto traspirante, vediamo come alternare i “pezzi”, che comprendono una maglietta a manica corta, una felpa e pantaloni di cotone: il consiglio più diffuso nell’ambiente sportivo è quello di vestirsi a strati, così da alleggerirci man mano che ci accaldiamo; in particolare, all’inizio nel riscaldamento si fatica poco per cui possiamo tollerare lo strato superiore, mentre iniziamo ad eliminare l’indumento più ingombrante quando la pratica si fa più intensa. Torniamo poi a coprirci se cambiamo sala, per esempio se ci spostiamo dalla zona cardio alla sala pesi, per evitare raffreddamenti che potrebbero aggravare storie di rinite e sinusite.

Per quanto riguarda le magliette, queste devono essere comode, ampie e che permettano di eseguire tutti i movimenti possibili; per esempio queste vanno bene se ci si trova in sala con i macchinari, mentre preferiscono canotte elasticizzate i ciclisti nello spinning. Riferendomi alle lettrici, consiglio di indossare un reggiseno sportivo come protezione e sostegno durante l’allenamento, di qualsiasi livello sia.

I pantaloni, meglio se senza cuciture, possono essere lunghi o corti: i primi per la sala pesi, i secondi per la zona cardio, dove i movimenti non sono “statici”, come accade nel tapis roulant o la cyclette; cambia, ancora una volta, la scelta di questi se si pratica lo spinning, per il quale esiste una gamma di articoli d’abbigliamento idonea per evitare irritazioni e agevolare i movimenti, come i pantaloncini rinforzati che proteggono dai contraccolpi delle pedalate veloci. Scegliamo i pantaloni corti, infine, per attività aerobiche, (come danza moderna, step,…), in microfibra che non dovrebbe creare alcun problema d’irritazione.

Un discorso a parte va fatto per la scelta delle calzature: sceglietele con molta attenzione, perché se è il piede a soffrire, ne soffre tutto il corpo, con ripercussioni posturali. Devono essere scelte per la loro finalità, a seconda cioè del tipo di attività che andremo a svolgere, ma in linea di massima devono tutte presentare un plantare interno. Per gli esercizi di potenziamento muscolare vanno bene le semplici scarpe da ginnastica, purchè non siano basse; in tal caso i colpi non verranno attutiti, ma trasferiti sulla colonna vertebrale con maggior fardello per essa. Per il fitness, dove è importante ammortizzare il colpo, dobbiamo dirigerci verso un tipo di scarpa che accoglie la caviglia, in modo da evitare distorsioni e infiammazioni durante quei movimenti rapidi e a tempo di musica, quindi con un effetto anti – impatto.

Concludo ricordando che nella scelta di un abbigliamento idoneo all’ambiente della palestra va messo nel borsone anche l’asciugamano, che porteremo con noi ovunque, soprattutto nella sala pesi, dove è obbligatorio usarlo per seguire un comportamento igienico corretto verso i “colleghi” sportivi.

Tratto da: http://www.nonsolofitness.it/blog/il-giusto-abbigliamento-in-palestra.html

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Mar
31
Fabio, Sport Masseur
Mezieres – Corollaires
bodybuilding, La metode Mezieres
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Mezieres – Corollaires
La statique, la manière dont on se tient, est une fonction semi-automatique :
on peut intervenir par la volonté, mais seulement pendant qu’on y pense.
Dès que l’on pense à autre chose, c’est l’habitus qui reprend le dessus, lequel est géré par des zones « inconscientes » du cerveau.
La kinésithérapie postule qu’à l’issue d’un conditionnement efficace, le pli de l’effort salutaire serait pris et la statique corrigée.
Mézières est catégorique : nous n’avons pas de muscles capables de nous détordre, de nous détasser, de nous délordoser et à fortiori de nous grandir. Par la volonté, nous ne pouvons que déplacer transitoirement les déformations. Dès l’arrêt de l’effort, elles reviennent à leur lieu de prédilection. Plus fortes encore. Pour cette iconoclaste, il est dérisoire de tenter d’éduquer à se tenir mieux : il n’y a aucun muscle pour le faire.
« On se tient comme nos muscles nous mettent », dit-elle. La seule chose à faire, la seule démarche pertinente consiste à tenter de réduire la tension dans les « haubans musculaires » car c’est leur tension, et non la pesanteur, qui nous déforme et nous fait souffrir. Ceci ne peut se faire tout seul.
L’éducation, la prise de conscience et les injonctions parentales ne sont d’aucun effet. Seule une rééducation bien conduite peut, progressivement, avoir un effet favorable sur la statique, sans même que le sujet ne soit obligé d’y penser au quotidien.
Mezieres - Corollairesde comme ci à comme ça.

 

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Mar
25
Fabio, Sport Masseur
Riprogrammazione Posturale Globale - Metodo Bricot
Metodo Mezieres, stretching - Official Group
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Riprogrammazione Posturale Globale – Metodo Bricot

IL METODO RPG, Bricot

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In Italia, le patologie artrosiche che sono alterazioni posturali croniche, da statistiche ISTAT sullo stato di salute della popolazione, sono le malattie croniche piu’ diffuse e sono al secondo punto della classifica delle cause di invalità.
Le patologie acute dell’apparato muscolo scheletrico, che spesso si possono ricondurre a squilibri posturali, sono al secondo posto (dopo le affezioni delle vie respiratorie comprendenti anche le sindromi influenzali). Per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro, la lesione da sforzo, che nel 60-70% dei casi è rappresentata da una lombalgia acuta, si può anch’essa ricondurre a una disconosciuta sofferenza del sistema tonico posturale che porta a fenomeni di squilibrio acuto con carichi eccessivi a cui il fisico non è preparato.
La Posturologia è una medicina clinica integrata, basata sull’anatomia, sulla neurologia e quasi tutte le scienze di base. Studia e cerca di curare gli squilibri del Sistema Tonico Posturale con i riflessi propriocettivi: riconosciuta in campo internazionale grazie ai numerosi lavori pubblicati sulle riviste importanti e indicizzate, in poco tempo in Italia è diventata materia di insegnamento.
Sono noti alla comunità scientifica internazionale gli studi, tra gli Altri, dello stesso B. Bricot, di P Caiazzo, di J. Ceccaldi, di PM Gagey, di P. Stagnara, di B. Autet, di Roll, di R. Bourdiol, di A. Ceccaldi, di A. Ferrante, di L. Balercia, di P. Balercia, di Pompeiano.
Il Sistema Tonico Posturale è un insieme molto complesso, che vede coinvolte strutture del sistema nervoso centrale e periferico e soprattutto l’occhio, il piede, i denti, la cute, i muscoli, le articolazioni, ma anche l’apparato masticatorio-fonatorio e l’orecchio interno.
Il Sistema Tonico Posturale si è gradulamente formato nel nostro cervello per organizzare il controllo automatico e volontario per consentirci di conseguire la “posizione eretta” dopo migliaia di anni di evoluzione genetica; infatti era necessario formare quei meccanismi sofisticati che controllano l’equilibrio, attraverso piccole oscillazioni che fanno colloquiare tra loro il computer centrale con le stazioni periferiche di rilevamento e controllo dell’ambiente esterno.
L’ultimo concetto è intuitivo: noi camminiamo sui piedi, siamo eretti sui piedi e vediamo l’ambiente circostante quale punto di riferimento. Gli stessi occhi e piedi ci dicono continuamente qual è il basso e qual’è l’alto.
Da recenti ricerche è emerso che il recettore più sensibile di tutti è paradossalmente la cute dei piedi, con i suoi recettori, mentre ci si sarebbe aspettato di trovare gli occhi o gli orecchi, o come ci hanno insegnato a scuola il naso e la bocca.
Una persona a cui progressivamente vengono disturbati i sistemi sensoriali di riferimento, alla fine resta in controllo delle afferenze dai piedi!
Poveri piedi, e noi come li maltrattiamo dentro a scarpe strette!
Un tempo si dava un ruolo preponderante all’orecchio interno ed al sistema vestibolare, che rimane lo stesso un’entrata primaria, ma si è visto oggi, che da solo non ci permette di collocarci nello spazio. Per spiegare questa tesi ci sono due classici esempi: lo sciatore nella valanga ed il sub in profondità, entrambi possono morire perché scavano o nuotano dalla parte sbagliata (in queste circostanze occhi e piedi sono esclusi dal buio e dalla pressione omogenea su tutto il corpo); la spiegazione è che l’orecchio non insegna loro in quale direzione si muovono.
L’unica funzione del sistema vestibolare è di accelerometro e decellerometro.
Il sistema audio-vestibolare periferico è in stretta correlazione con i centri che regolano la postura: serve a mantenere in visione foveale (cioè nel centro della retina dell’occhio) un bersaglio, mentre gli occhi, la testa, i piedi e a volte l’immagine stessa si spostano, cioè spostamento del bersaglio e del soggetto; altrimenti l’uomo “cacciatore” non sarebbe in grado di svolgere al meglio le funzioni di attacco e fuga (vi è un esempio di uso ai nostri tempi: un passeggero del treno in movimento che guarda dal finestrino; un altro esempio di uso del sistema vestibolare è quando parte ed arriva un ascensore: noi avvertimo l’accelerazione e la frenata ma nulla durante il viaggio, a meno che l’ascensore non sia aperto e ci consenta di vederci attorno).
Le strutture deputate ad inviare informazioni ai Centri Superiori sull’atteggiamento del corpo (quindi occhio, piedi, cute in primo luogo) si influenzano a vicenda, ma lo fanno anche nel cercare di rimediare ad alcuni loro deficit (eteroforie e/o vizi di convergenza oculare o appoggio plantare errato): all’inizio questi deficit sembrerebbero compensati con adattamenti corporei (spalla più alta, rotazioni del bacino, atteggiamenti scoliotici,…) in seguito cristallizzeranno tale ‘postura’ errata con conseguente comparsa di sintomatologia dolorosa. A complicare ulteriormente il problema concorrono anche fattori quali la gamba corta, blocco della prima costa, disturbi della deglutizione, malocclusioni in bocca fra i denti dell’arcata sup e quelli inferiori, mancanza di denti, precontatti, contatti mancanti, abitudini viziate (spinta linguale anteriore o laterale, interposizione linguale anteriore o laterale, succhiamento labbro, chiusura forzata labbra, incontinenza labiale, contrattura mento, persistenza succhiotto, respirazione orale), parafunzioni: bruxismo (serramento dei denti) notturno/diurno, battimento dei denti e cicatrici patologiche.
Un fenomeno interessante sono i microgalvanismi, cioè microcorrenti che si creano nel corpo a contatto con i metalli: infatti il corpo è costituito principalmente da acqua e sale e quindi i metalli è come se fossero immersi in mare, quindi si sciolgono; avviene un fenomeno detto galvanismo in cui la cessione di ioni, determina una differenza di potenziale, che si può anche definire “corrente”. Il sistema di controllo da parte del sistema nervoso sui muscoli è fatto attraverso microcorrenti che sono più basse di quelle che si possono formare con il galvanismo dei metalli. Molto elevata è la corrente tra amalgama dei denti e collane di oro, argento, rame od anelli e ancora piercing, a volte anche con rilascio di sostanze tossiche e velenose.
Questo Sistema Tonico Posturale disturbato ed attaccato da tutte questi incontri della vita quotidiana, o da incidenti di percorso, quando non ha più possibilità di ovviare ai vari squilibri creatisi, vede sorgere tutte le note problematiche della colonna e degli arti in genere, la scoliosi, i piedi valghi o piatti, i traumi articolari da errore nel controllo dei movimenti normali o durante un gesto atletico agonistico, ma anche disturbi meno noti quali difficoltà alla guida notturna, difficoltà di apprendimento e dislessia nel bambino, maldestrezza, facilità di cadute, cinetosi (mal d’auto, mal di mare), acufeni, vertigini, cefalee, malocclusioni…, che complicano e condizionano notevolmente la vita quotidiana.
E’ fondamentale, a questo punto, pur con tutte le difficoltà facilmente immaginabili ed in un tempo necessariamente adeguato, agire ai vari livelli per correggere e cercare di RIPROGRAMMARE questo complesso sistema.
Vediamo come dovrebbe essere una statica normale o ideale:
L’asse verticale del corpo passa per l’apice del cranio – il dente dell’epistrofeo – il corpo vertebrale di L3 – il centro del quadrilatero di sostegno dei piedi.
L’asse verticale posteriore – che è la trasposizione esterna dell’asse interno al corpo – si evidenzia la linea tangente al piano scapolare che dovrebbe passare anche tangente ai glutei ed evidenziare poi 2 frecce: la freccia lombare di 3 dita trasverse (4-6cm) e la freccia cervicale di 4 dita trasverse (6-8cm).
Sul piano frontale si misura con linee orrizzontali di cui le più usate sono:
– la bi-pupillare
– la bi-acromiale
– la bi-mamillare
– la bi-iliaca
– la bi-stiloidea radiale (o pollici)
Se vi è una corretta postura si forma un angolo di 32° fra il piano sacrale e L5 ed il disco L3-4 è orrizzontale e la vertebra L3 quella più anteriore
Non deve esistere alcuna rotazione delle cinture pelvica e scapolare.
Risultato: solo circa il 10% della popolazione rispetta i parametri – la rimanente popolazione può presentare dei disturbi da alterazione posturale più o meno precocemente e in epoche diverse della vita, spesso in concomitanza con altri eventi scatenti o traumatici.
Le alterazioni posturali portano agli SQUILIBRI POSTURALI che conducono alla patologia.

Vediamo in modo semplice degli squilibri posturali:
La mancata convergenza oculare:

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Ora gli squilibri legati ai piedi vari:

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Ora gli squilibri legati ai piedi piatti o valghi:

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Infine ai piedi disarmonici, che sono i più frequenti e che possono dare scoliosi:

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Anche i piedi asimmetrici possono dare squilibri rotatori sulla colonna vertebrale.

Alla fine si presenta in modo semplice come una alterazione dell’apparato stomatognatico, cioè dell’occlusione, possa da solo o più spesso in correlazione con altri squilibri posturali creare un importante disturbo posturale.

Va qui ricordato che le forze impresse sui denti, quindi, possono spostare l’equilibrio posturale e modificare il sistema tonico posturale ed essere infine la causa di patologie del rachide. Quindi è importante controllare sempre prima, durante e dopo un trattamento ortodontico le reazioni del sistema posturale.

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Tornando alla centralità dello stimolo podalico semplici accorgimenti avranno ripercussioni estremamente positive sulla postura:
a. Mai mettere rialzi per gamba corta nel bambino fino ai 14-15 anni (Rissel 4) salvo casi rari
b. all’interno delle scarpe commercializzate magari come ’ortopediche’ troviamo dei rialzi soprattutto in corrispondenza della concavità plantare: questi costituiscono uno stimolo deleterio, frutto di ‘cecità propriocettiva’, andando ad agire in un’area non nata per tale scopo. Il problema diventa più serio ancora nei bambini che dovrebbero, per natura, avere piedi piatti fino al quarto anno (solitamente si corregge da solo entro il 7° anno), ma spesso subiscono questi stimoli inadeguati.
c. Non acquistare scarpe strette, magari spinti dalla moda del momento
Per quanto riguarda gli sportivi i due ultimi problemi spesso di associano e dovremmo chiederci come facciano dei ‘poveri piedi’ ad inviare informazioni adeguate ai centri superiori in scarponi da sci, per esempio, dove vengono ‘compressi’ ed annullati da solette ‘a stampo’ che stimolano punti normalmente non sollecitati; se a questo aggiungete difetti di convergenza oculare che ostacolano la corretta definizione delle cunette da affrontare e/o blocchi dell’articolazione tra sacro ed ileo (nel bacino) che alterano completamente sia il baricentro che lo schema di movimento Vi spiegate così certi insuccessi.
La POSTUROLOGIA NON E’ UNA DISCIPLINA A SE STANTE: il medico che se ne occupa (e non potrà che essere un medico) cerca di riunire, nel corso della visita, in un unico ragionamento, concetti di oculistica, neurologia, otorinolaringoiatria, ortopedia, fisiatria,…, in modo da avere un’idea sistematica della problematica da affrontare. Ecco perché talvolta può essere estremamente necessaria la collaborazione integrata con altre figure professionali quali il Fisioterapista, l’Ortottista, il Logopedista, il Dentista, il Neurologo, l’Ortopedico, l’Oculista, il Dentista e l’Otorinolaringoiatra.
Talvolta gli scarsi successi di un intervento dell’Ortodonzista, magari fatto anche a regola d’arte (ma in base ai parametri del momento!), o il limitato risultato di terapie mediche, fisiche (tens, ultrasuoni, laser,…) potrebbero scaturire proprio dal fatto che viene curato l’effetto, il sintomo e non la causa, per cui l’iter del DISTURBO POSTURALE continua e si sviluppa, rendendo insoddisfacente il risultato: quante volte è capitato al dentista di togliere il c.d. ‘apparecchio’, messo per un overjet o altra malocclusione e vedere tutto ritornare come prima in poco tempo?
Questo si potrebbe spiegare tenendo conto dell’interdipendenza scientificamente dimostrata fra postura ed occlusione: se la prima non è corretta sarà molto difficile correggere la seconda pur lavorando, come detto, a regola d’arte.

La Postura e l’età evolutiva

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I termini PARAMORFISMO e DISMORFISMO indicano una serie di patologie più o meno gravi, come la scoliosi, il dorso curvo, etc etc, la cui causa è spesso sconosciuta o comunque difficilmente riconducibile a fattori ben precisi.

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In realtà le cause sono sotto i nostri occhi tutti i giorni e non ce ne rendiamo conto, soprattutto perchè nel bambino fino ai 7 anni il sistema tonico posturale è ancora in via di specializzazione, perciò molto sensibile anche alle minime sollecitazioni.

Si tende comunemente a pensare che la causa delle scoliosi sia la vita sedentaria o lo zainetto molto pesante, in realtà ci sono anche altri fattori, forse anche più gravi.

Se consideriamo che i recettori principali della postura sono l’occhio, il piede e la mandibola, viene automatico riflettere sul ruolo che hanno artifizi come occhiali, scarpe e apparecchi ortodontici e il ciucciotto.

L’essere umano è stato programmato e si è evoluto, per correre scalzo e arrampicarsi e non per restare seduto per ore e usare calzature costrittive, guardare all’orizzonte e gestire spazi aperti e non guardare la televisione a pochi centimetri dal naso , masticare anche tuberi e frutta e non solo omogeneizzati e cibi sminuzzati, questo cambio di abitudini crea dunque un vuoto nello sviluppo psicomotorio.

A questo andiamo ad aggiungere poi il ciucciotto spesso sostituito dalla cattiva abitudine di ciucciare il pollice, fattori questi predisponenti alla beanza degli incisivi o al palato ogivale.

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Alla luce di queste considerazioni si possono cominciare a comprendere alcune “coincidenze” posturali che fino ad oggi non sono state valutate abbastanza, per esempio in francia molti studi stanno dimostrando l’esistenza di una connessione tra l’apparecchio dentale e le scoliosi, e viene sempre di più in evidenza la necessità di individuare quanto prima ogni piccolo scompenso prima che porti a scompensi in altri settori corporei.

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Feb
26
Fabio, Sport Masseur
Aikido, straordinaria arte marziale
Aikido
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Aikido, straordinaria arte marziale

Aikido, straordinaria arte marziale

L’arte marziale Aikido fu creata da Morihei Ueshiba (植芝 盛平, Nato a Tanabe 14 dicembre 1883 – Deceduto a Tokyo il 26 aprile 1969); i praticanti di aikido si riferivano a lui con il termine Ōsensei (“Grande Maestro”). L’Aikido è conosciuto attraverso due fasi evolutive distinte che possono essere identificate in modo abbastanza semplice: la prima, profondamente collegata al percorso evolutivo dello studio del Budo giapponese da parte del fondatore ed una seconda a partire dagli anni immediatamente successivi alla Seconda Guerra mondiale, periodo in cui l’Aikido iniziò la sua rapida affermazione nel mondo intero, e in modo particolarmente veloce e diffuso a partire dagli anni successivi al decesso del suo fondatore.

Gozo Shioda e Morihei Ueshiba ; sono 2 pilastri fondamentali dell’Aikido del secolo scorso

Significato del termine 合氣道 (aikidō)[modifica | modifica wikitesto]

Aikido, straordinaria arte marziale

Aikido, straordinaria arte marziale

Ai-ki-dō

Il nome aikido è formato da tre caratteri sino-giapponesi: (ai), (ki), () la cui traslitterazione è la seguente:

(ai) significa “armonia” e nel contempo anche “congiungimento” e “unione”;

(ki) è rappresentato dall’ideogramma giapponese che, nei caratteri della scrittura kanji, raffigura il “vapore che sale dal riso in cottura“. Significa “spirito” non nel significato che il termine ha nella religione, ma nel significato del vocabolo latino “spiritus”, cioè “soffio vitale”, “energia vitale”. Il riso, nella tradizione giapponese, rappresenta il fondamento della nutrizione e quindi l’elemento del sostentamento in vita ed il vapore rappresenta l’energia sotto forma eterea e quindi quella particolare energia cosmica che spira ed aleggia in natura e che per l’Uomo è vitale. Il “ki” è dunque anche l’energia cosmica che sostiene ogni cosa. L’essere umano è vivo finché è percorso dal “ki” e lo veicola scambiandolo con la natura circostante: privato del “ki” l’essere umano cessa di vivere e fisicamente si dissolve;

Aikido, straordinaria arte marziale

() significa letteralmente “ciò che conduce” nel senso di “disciplina” vista come “percorso”, “via”, “cammino”, in senso non solo fisico ma anche spirituale.

合氣道 (ai-ki-dō) significa quindi innanzi tutto: «Disciplina che conduce all’unione ed all’armonia con l’energia vitale e lo spirito dell’Universo».

Ueshiba Morihei, il fondatore dell’aikido, usava dire che l’aikido anela sinceramente a comprendere la natura, ad esprimere la gratitudine per i suoi doni meravigliosi, ad immedesimare l’individuo con la natura. Quest’aspirazione a comprendere e ad applicare praticamente le leggi della natura, espressa nelle parole “ai” e “ki”, forma l’essenza ed il concetto fondamentale dell’arte dell’Aikido.

Aikido, straordinaria arte marziale

Feb
2
Fabio, Sport Masseur
Stretching posturale Francoise Mezieres
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Stretching posturale Francoise Mezieres: Innanzitutto, CHE COS’È LA POSTURA?

La postura è il risultato dell’adattamento personale di ogni individuo ad ogni stimilo che ci fornisce l’ambiente, fisico e psicologico.

In più, ognuno di noi, nasce con una propria struttura fisica  genetica.

Stretching posturale Francoise Mezieres

Durante la nostra vita però tanti altri fattori vanno a influenzare la nostra postura: le abitudini, il modo in cui stiamo seduti, il modo in cui dormiamo, il lavoro, lo sport, ma anche il materasso su cui dormiamo, le scarpe che portiamo… Inoltre a condizionare la nostra postura partecipa un altro elemento altrettanto importante,  è la Vita emozionale. Le alterazioni della postura possono essere legate anche a un evento non propriamente fisico (trauma), ma al nostro modo di reagire agli stimoli emotivi.

Stretching posturale Francoise Mezieres

Un importante esponente di questa disciplina, è la famosissima Françoise Mézières col suo: Stretching posturale Françoise Mézières

Françoise Mézières è stata una fisioterapeuta francese. Ha sviluppato il concetto di “catena muscolare” e ha creato il “Metodo Mézières”

Nel 1967 presenta il suo metodo al Centro omeopatico di Francia, ma è la pubblicazione nel 1976 di Guarire con l’antiginnastica di Thérèse Bertherat, in cui appaiono alcune pagine dedicate al suo metodo, a procurarle notorietà, anche all’estero, fino a ricevere la decorazione della Legion d’onore.

Grazie al metodo Françoise Mézière possiamo migliorare le nostre performance sportive, e la qualità della Vita. Questa disciplina è adatta ad ogni individuo, ad ogni età, per sportivi e non sportivi. Sentitamente grazie, a questa donna straordinaria, che ha speso una Vita intera per indagare a fondo su delle posizioni di stretching, dettagliatamente studiate negli anni, per farci start bene con la giusta postura, per contrastare la vecchiaia posturale !

Grazie Françoise Mézières !

Stretching posturale Francoise Mezieres

Data di nascita: 18 giugno 1909, Hanoi, Vietnam
Scomparsa il 17 ottobre 1991

Wikipedia

Stretching posturale Francoise Mezieres

Françoise Mézières

 

Stretching posturale Francoise Mezieres

una posizione F.M.

Stretching posturale Francoise Mezieres

Stretching posturale Francoise Mezieres

Stretching posturale Francoise Mezieres

Stretching posturale Francoise Mezieres

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Dic
11
Fabio, Sport Masseur
I migliori esercizi per allenare gli addominali
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E’ un mito duro a cadere quello secondo il quale gli esercizi per gli addominali sarebbero il modo migliore per ottenere un addome piatto e definito.

In realtà gli esercizi da soli non consentono di bruciare abbastanza calorie per permettere una significativa riduzione del grasso addominale. Un addome grasso, anche se sostenuto da una robusta impalcatura muscolare, non potrà mai essere scolpito.

L’unico vantaggio che si può ottenere dall’allenamento selettivo di questi muscoli è la loro tonificazione, la quale contribuisce a formare un vero e proprio “corsetto naturale”. Un addome più tonico, a parità di grasso corporeo, permette di ottenere una figura più snella e tonica, oltre a prevenire la lombalgia, e migliorare allo stesso tempo equlibrio e postura.

L’aspetto estetico è tuttavia influenzato da altri fattori ben più importanti dei semplici esercizi di tonificazione. Al primo posto, ovviamente, troviamo la genetica poiché gli addominali sono di per sé un muscolo molto sensibile a quanto scritto nel proprio codice genetico. Nella popolazione si possono infatti riscontrare numerose differenze, c’è chi ha addominali simmetrici e chi li ha assimetrici, così come c’è chi ha inserzioni muscolari più o meno profonde. La genetica influenza inoltre l’equilibrio ormonale, il metabolismo e la predisposizione o meno all’accumulo di grasso nella regione addominale. Tra i fattori che si possono controllare, al primo posto troviamo l’alimentazione, seguita a ruota dall’attività fisica, dallo stile di vita e dalla postura.

Nel 2001 il Dr Peter Francis membro dell’American Council of exercise ha studiato l’efficacia di 13 diversi esercizi per gli addominali eseguiti con l’ausilio di attrezzi o senza. Grazie ai suoi studi, effettuati grazie ad una tecnica che permette di studiare il numero di fibre motorie reclutate e la loro intensità di contrazione (elettromiografia), è stato possibile stilare una classifica degli esercizi più efficienti. Il crunch tradizionale è stato scelto come punto di riferimento e gli è stata attribuita un’efficacia teorica pari al 100%.

addominali biciclettaTra le varie tipologie di esercizi la migliore in assoluto è stata quella comunemente chiamata “bicicletta”. Tale esercizio ha dimostrato un’efficacia pari al 248%. Nella posizione di partenza della bicicletta il soggetto è sdraiato supino con la schiena ben aderente al terreno e le mani dietro la nuca, l’esercizio inizia quando lo sportivo simula con gli arti inferiori la pedalata, avvicinando contemporaneamente il gomito destro al ginocchio sinistro ed il gomito sinistro al ginocchio destro.

addominali

Dallo studio è emerso come tra i vari esercizi i più efficaci siano quelli in cui gli addominali si contraggono per stabilizzare la parte inferiore del corpo che effettua a sua volta il movimento. Al secondo posto infatti troviamo il sollevamento delle gambe su sedia del capitano (quella struttura presente in molte palestre alla quale ci si appoggia con il dorso mantenendo il corpo in sospensione sugli avambracci). E’ abbastanza logico pensare che questi risultati siano veritieri in quanto la parte inferiore del corpo, oltre a pesare di più di quella superiore, richiede uno sforzo di stabilizzazione maggiore, che è naturalmente a carico degli addominali.

Ago
10
Fabio, Sport Masseur
Fitness: considerazioni sui Benefici dello Sport
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  Fitness: considerazioni sui Benefici dello Sport.   I benefici dello sport sono moltissimi e chi fa sport vive di più perché protegge meglio la propria salute.

Un celebre studio dell’università di Harvard (poi ripreso in tutto il mondo e ormai universalmente accettato) su 17.000 allievi seguiti dal 1916 al 1950 ha mostrato come la curva di rischio cardiovascolare diminuisca all’aumentare dell’esercizio fisico praticato fino ad avere un minimo con 6-8 ore settimanali.
All’ aumentare dell’attività fisica il rischio di morte torna leggermente a salire.

Fitness: considerazioni sui Benefici dello Sport

Fitness: considerazioni sui Benefici dello Sport

 

Lo studio di Harvard dovrebbe aver convinto che non solo è consigliabile fare sport, ma è necessario. Perché perdere qualche anno della propria speranza di vita solo perché si ritiene che lo sport sia noioso o troppo faticoso?

Uno studio derivato dal campione italiano del Seven Countries Study su soggetti dai 40 ai 59 anni ha rilevato che chi pratica un’intensa attività sportiva da almeno dieci anni ha un indice di rischio cardio vascoclare uguale ai due terzi di chi la pratica moderatamente. E a un terzo rispetto a un sedentario. Riconfermando i risultati del campione di Harvard.

Vale la pena di citare anche uno studio condotto per oltre 20 anni (è iniziato nel 1984) dalla Stanford University School of Medicine. Coordinato da J. Fries e pubblicato su Archives of Internal Medicine) e che ha monitorato 538 runner che nel 1984 avevano almeno 50 anni, confrontandoli con uno statisticamente analogo gruppo di sedentari.

Al termine della ricerca, il 34% dei sedentari era morto, contro al 15% dei runner. Inoltre, dall’esame dei questionari annualmente compilati, era risultato che i runner erano meno soggetti alle malattie legate all’età, a malattie professionali e a molte altre patologie, a riprova di un fisico più forte. La disabilità collegata all’invecchiamento insorgeva più tardi nei runner.

Un dato interessante è che a 50 anni i runner correvano in media 4 ore alla settimana, contro i 76 minuti medi di vent’anni dopo.

http://www.warmfit.com/it_IT/groups/sport-official-page/forum/

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