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Carla T. Fit. + pesistica
Cervicalgia, un dolore che si autoalimenta. Cosa fare?
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Cervicalgia, un dolore che si autoalimenta. Cosa fare?  Le terapie devono essere finalizzate a favorire in primo luogo il rilasciamento, come le ginnastiche posturali lo stretching. Valide anche alcune tecniche di rilassamento, come lo yoga e il biofeedback. Fino ad arrivare a sedute di laserterapia, tecar o correnti antalgiche.

Cervicalgia, un dolore che si autoalimenta. Cosa fare?

 

Se la lombalgia è il nemico n°1 della nostra schiena, il mal di collo, scientificamente denominato cervicalgia, occupa con ampio merito la seconda posizione. Tant’è che ne soffre in maniera più o meno cronica ben un italiano su otto. Un dolore che può presentarsi improvvisamente in maniera acuta, o che può insorgere lentamente. In entrambi i casi condiziona fortemente i movimenti del collo e alcune volte provoca anche nausea, vertigini, ronzii auricolari e persino indolenzimento del braccio e della mano. Anche se le cause della cervicalgia possono essere le più diverse, le principali sono individuabili nella sedentarietà, nella postura che si tiene mentre si lavora, specie se al computer, negli sbalzi di temperatura, come quelli che stanno caratterizzando questo inizio primavera e nella somatizzazione dell’ansia e dello stress. Per prevenire la sua comparsa si devono, quindi, soprattutto, controllare tutti questi fattori di rischio.

MA PERCHÉ IL DOLORE?

E’ la tensione muscolare a rendere la parte dolente e il dolore aumenta la involontaria contrazione muscolare in un circolo vizioso dolore-tensione-dolore che si autoalimenta. Ma andando più a fondo, scopriamo che questa eccessiva contrazione muscolare dipende essenzialmente dalla carenza di ossigenazione. In pratica, l’ossigeno arriva al muscolo attraverso il sangue solo se il muscolo mette in atto la sua azione di pompaggio dapprima contraendosi e poi rilasciandosi. Se tuttavia il rilasciamento non avviene, i capillari si chiudono, riducendo l’ossigenazione e favorendo così la comparsa degli spasmi dolorosi e dell’irrigidimento. Di conseguenza, tutte le terapie devono essere finalizzate a favorire in primo luogo il rilasciamento. Tra queste, danno in particolar modo sollievo le ginnastiche posturali e lo stretching. Valide anche alcune tecniche di rilassamento, come lo yoga e il biofeedback. Se la situazione è particolarmente critica, benefici si ottengono anche da sedute di laserterapia, tecar, correnti antalgiche, nonché da farmaci antidolorifici e miorilassanti.

GLI ESERCIZI UTILI E QUELLI DA EVITARE

Gli esercizi per la cervicale possono rivelarsi un vero e proprio toccasana, ma occorre prestare una certa attenzione nell’eseguirli affinché, al contrario, non producano un effetto nocivo. L’obiettivo principale di questo tipo di training consiste nel rendere le vertebre cervicali più flessibili al movimento, in modo che possano essere sciolte tutte quelle tensioni che si sono accumulate nel corso del tempo. L’esecuzione deve essere costante, lenta e molto controllata. Di seguito alcuni movimenti da eseguire giornalmente per almeno una decina di minuti.
Esercizio 1. Seduti, mantenendo lo sguardo su una linea orizzontale, portate la testa all’indietro in maniera da stirare i muscoli posteriori del collo.
Esercizio 2. Posizione di partenza identica a quella precedente, aggiungete una pressione della mano sul mento
Esercizio 3. Sempre seduti, collocate le mani una sopra l’altra dietro il collo. Spingete il collo verso le mani con intensità gradualmente crescente.
Esercizio 4. Partendo dalla posizione di arrivo del primo esercizio (testa all’indietro), fate girare la testa prima da una parte poi dall’altra.
Esercizio 5. Come nell’esercizio 4, ma esercitate una pressione con una mano sul mento e una sulla nuca nel senso della rotazione.
Esercizio 6. Sempre partendo dalla posizione d’arrivo dell’esercizio 1, cercate di avvicinare l’orecchio alla spalla dello stesso lato, prima da una parte e poi dall’altra.
Esercizio 7. Portare la testa in avanti, mantenendo lo sguardo sulla linea orizzontale.
Esercizio 8. Eseguire l’esercizio 7 e, in massima protrusione, flettete la testa in maniera da guardare il pavimento.
Esercizio 9. Come l’esercizio 8, afferrate con le mani la nuca ed effettuate una trazione verso il basso.
Esercizio 10. Seduti, eseguite una lenta e graduale inclinazione laterale del collo con l’aiuto della mano.

Tratto da: http://www.gazzetta.it/Sport-Vari/Fitness/02-05-2014/cervicalgia-dolore-che-si-autoalimenta-cosa-fare-fermarlo-80560309331.shtml
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