ACQUATICITA'
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Mar
28
Danilo Trainer of Water
ACQUATICITA'
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Con il termine di acquaticità si intende il benessere psicofisico raggiunto da un individuo dopo un percorso d’adattamento in acqua.

Bisogna sentirsi a proprio agio quando si entra in acqua ,bisogna saper gestire il proprio corpo adattandosi ai vincoli che le proprietà fisiche impongono.

Quindi quando si parla di acquaticità e di adattamento non si ha come obbiettivo principale l’insegnamento del nuoto ma la formazione acquatica del bambino e dell’adulto.

– L’ambientamento è la capacità interiorizzata di configurare mentalmente lo spazio assimilando i concetto di tridimensionalità e conseguente riduzione di livello d’ansia determinato da una eccessiva sollecitazione ambientale.

 

– Per acquaticità per meglio dire si intende il grado di sensibilizzazione dell’apparato neuromuscolare attraverso l’acquisizione di uno schema corporeo adattato alle inedite esigenze spaziali ed una consapevole capacità di cogliere nel rilassamento corporeo nuove sensazioni percettive.

 

Per i bambini stare in acqua è sicuramente un grande divertimento e sia nella inabilità che nella normalità la presenza dei genitori in vasca a mio avviso sarebbe molto importante, questo permetterebbe di raggiungere molteplici traguardi il primo sicuramente l’adattamento all’acqua ,se il genitore è tranquillo, il secondo scopo è una nuova esperienza di gioco con il genitore in  un ambiente nuovo e stimolante.

Attualmente il nuoto è una pratica sportiva molto frequentata da adulti e soprattutto da bambini ma per esperienza diretta a volte vedo sia bimbi che adulti che pur sapendo nuotare non sono ambientati e di conseguenza sembrano poco acquatici.

Questo potrebbe essere accaduto per molteplici motivi;uno perché il bambino è stato costretto ad entrare in acqua dai genitori,due perché è il genitore ad avere paura dell’acqua,tre perché magari al bambino non piace l’acqua ma un altro sport,quindi potremmo andare avanti e continuare ad elencare altri possibili motivi per cui al bambino non piace l’acqua ma l’unica cosa che mi sento di consigliare è di fare una buona scuola di acquaticità e sperare che al bambino piaccia. Per quanto riguarda l’adulto la situazione cambia drasticamente, quasi sempre l’adulto arriva all’acqua per esigenze diverse ,o per sport o per bisogno di terapia.

 

Quindi tralasciando quello che è l’agonismo si potrebbe dire che l’adulto è come il bambino di 8/10 mesi in quanto in questa fascia di età il  bambino sviluppa ansie e paure cosi come l’adulto si porta appresso paure che per tutta la vita lo hanno rincorso, e cosa succede al momento che e viene gettato in acqua? Tragedia…………………

 

Il nostro lavoro è continuamente compromesso dalla totale mancanza di acquaticità e di ambientamento all’acqua da parte dei clienti.

 

Se il cliente non è adattato all’ambiente, quale esso sia, il nostro lavoro sarà sempre compromesso e darà scarsi risultati oppure ci vorrà troppo tempo per vederli.

 

 

 

 

 

Danilo D’Andrea

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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